Oltre la memoria: a Matera un evento teatrale per ricordare le vittime invisibili

MATERA – Nell’aula magna dell’Istituto Pentasuglia di Matera si è tenuto l’evento “Oltre la memoria, le vittime invisibili”, un’iniziativa che ha coinvolto gli studenti delle classi quinte in una profonda riflessione sulla memoria storica e sulle eredità familiari del passato. Al centro della rappresentazione teatrale, la storia personale di Renzo Samaritani, intrecciata con la memoria della Seconda guerra mondiale e la recente riconciliazione con sua madre, la scrittrice Helga Schneider.

L’evento, che ha visto la partecipazione attiva degli studenti, ha avuto come obiettivo quello di sensibilizzare i giovani sull’importanza della memoria e del ruolo che essa gioca nel presente. La narrazione teatrale, realizzata in collaborazione con l’attrice Stefania De Toma, ha permesso di esplorare il concetto di “vittime invisibili”, ovvero coloro che, pur non avendo vissuto direttamente gli orrori della guerra, ne portano ancora oggi le cicatrici attraverso le proprie vicende familiari.

Un monito per il futuro

“Ciò che mia madre racconta nei suoi libri potrebbe riaccadere in qualsiasi momento – ha affermato Samaritani durante l’evento – e per questo dobbiamo mantenere alta la soglia dell’attenzione, continuare a leggere, a discutere e a organizzare incontri che tengano viva la memoria”. L’importanza della consapevolezza storica è stata il filo conduttore della giornata, ponendo l’accento sulla necessità di un’educazione che non si limiti alle sole nozioni scolastiche, ma che coinvolga attivamente le nuove generazioni nel processo di costruzione di una coscienza collettiva.

La rappresentazione teatrale ha messo in evidenza il dramma vissuto da Samaritani alla scoperta del passato della sua famiglia, segnato dalla figura della nonna, che prestò servizio come guardiana nei lager nazisti. Una rivelazione che ha profondamente segnato il suo percorso personale, trasformando il dolore in una spinta alla ricerca della verità e alla condivisione della memoria.

Teatro e vita reale: un connubio che genera consapevolezza

L’iniziativa ha mostrato come il teatro possa essere un potente strumento di riflessione e trasformazione. “Questa rappresentazione dimostra la forza del teatro, capace di fondere la vita reale con l’arte scenica – ha commentato Stefania De Toma – e nel caso di Renzo, persino di riavvicinare rapporti familiari che sembravano ormai spezzati”.

L’evento ha rappresentato non solo un momento di riflessione sulla Shoah e sulle sue conseguenze, ma anche un’opportunità per comprendere come le tragedie del passato continuino a influenzare le vite delle generazioni successive. La guerra, come è emerso dalla rappresentazione, non finisce con la firma di un trattato di pace, ma lascia dietro di sé ferite profonde, trasmesse attraverso le storie familiari.

Un’esperienza educativa innovativa

Il coinvolgimento degli studenti dell’Istituto Pentasuglia in questo progetto si inserisce all’interno del percorso di approfondimento della storia contemporanea, offrendo una prospettiva diversa rispetto a quella tradizionalmente presentata nei libri di testo. “Approcciarsi alla storia attraverso testimonianze dirette e narrazioni personali – ha dichiarato uno dei docenti presenti – permette ai ragazzi di sviluppare una conoscenza più profonda e consapevole, aiutandoli a comprendere il peso delle scelte individuali nel contesto storico”.

L’evento “Oltre la memoria, le vittime invisibili” rappresenta un modello di educazione alla memoria che potrebbe essere replicato in altre scuole (clicca qui per la scheda informativa e i contatti), per continuare a trasmettere alle nuove generazioni l’importanza di non dimenticare. Un monito per il futuro e un invito a costruire un mondo più consapevole e giusto.

Silvia Zarrini

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